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Bdelloidea
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Gli mwbabdelloidei (mwbqBdelloidea mwbgHudson, 1884) sono una mwbwclasse di mwcaanimali mwcqinvertebrati microscopici appartenente al mwcgmwcwphylum mwdaRotifera. Il loro nome deriva dal mwdqgreco mwdgbdella, che significa mwdwsanguisuga, coniato in base alla somiglianza del loro movimento, avanzano strisciando su un substrato, con quello caratteristico degli mweaanellidi parassiti.cite-ref-1[1]
Contents
• Habitat
• Note
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Classificazione
La classe degli bdelloidei è suddivisa in tre mwgaordini: Adinetida, Philodinavida, e Philodinida. A loro volta questi ordini consistono in quattro mwgqfamiglie (Philodinavidae, Habrotrochidae, Philodinidae, e Adinetidae) che comprendono complessivamente 19 mwgggeneri e circa 350 mwgwspecie riconosciute solamente in base alla loro morfologia.cite-ref-fontaneto-e-ricci-2-0[2] Dato che questi organismi sono asessuati la classica definizione di una specie come un gruppo di organismi in grado di generare una prole fertile è inapplicabile, ricorrendo perciò in questo ai dati morfologici e molecolari per applicare il concetto di specie. Gli studi sul mwiaDNA evidenziano una diversità molto più grande rispetto a quella suggerita dalle classificazioni morfologiche originali.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]
Morfologia
Gli bdelloidei possiedono una morfologia piuttosto uniforme e hanno una lunghezza compresa tra i mwma150-700 μm.cite-ref-fontaneto-e-ricci-2-1[2] Il loro corpo consiste in tre differenti regioni: testa, tronco, e piede. La testa e il tronco appaiono segmentati e sono retrattili all'interno del tronco. Sulla testa è presente un rostro, chiaramente visibile durante il movimento strisciante dell'animale. Una caratteristica peculiare degli bdelloidei è la presenza di due dischi ciliati (trochi) sui peduncoli che costituiscono quella che viene chiamata mwnqcorona, un apparato rotatorio usato per convogliare il cibo in bocca e per nuotare in acqua. Negli Adinetida la corona è trasformata in un insieme di ciglia ventrali. Possiedono un robusto apparato masticatorio (mastax) con trofi ramati che li differenziano dai rotiferi monogononti. La maggior parte degli bdelloidei ritraggono i loro piedi quando mangiano; i generi mwnwAdineta, mwoaBradyscela, mwoqHenoceros, e mwogPhilodinavus non possiedono alcun piede e ciò, oltre a influenzare il modo in cui mangiano, influenza pure il loro movimento.cite-ref-ricci-5-0[5]
Habitat
Gli bdelloidei vivono principalmente nelle mwqqacque dolci (fiumi, laghi, stagni) e in alcuni ambienti terrestri (ad esempio, in mwqgmuschi, mwqwlicheni, mwracortecce d'albero, e mwrqsuolo umido). Le loro piccole dimensioni ne permettono la facile dispersione a lunga distanza da parte del vento, dell'acqua, e degli animali.cite-ref-6[6] A parte mwsgAbrochtha carnivora che si nutre di altri rotiferi, gli bdelloidei si alimentano filtrando o raschiando piccole particelle di cibo composte da mwswbatteri, mwtaalghe unicellulari, mwtqlieviti, o materia organica particolata.cite-ref-fontaneto-e-ricci-2-2[2]
Una caratteristica che distingue gli bdelloidei dagli altri rotiferi è la loro capacità di sopravvivere negli ambienti aridi entrando in uno stato di mwuwquiescenza indotto dalla disidratazione definito mwvaanidrobiosi.cite-ref-ricci-5-1[5] Gli bdelloidei possono permanere in questo stato finché non viene ripristinato un sufficiente contenuto di acqua che permetta la loro reidratazione. Una mwwqMniobia si è dimostrata in grado di sopravvivere fino a 9 anni in queste condizioni.cite-ref-7[7]
Riproduzione
Gli bdelloidei sono di un certo interesse nell'ambito degli studi sull'mwyaevoluzione in quanto non è stato mai osservato alcun maschio in questa classecite-ref-8[8] e le femmine si riproducono esclusivamente tramite mwzqpartenogenesi, una forma di riproduzione asessuale dove gli mwzgembrioni si sviluppano senza la mwzwfecondazione. Le mwaauova mwaqdiploidi sono prodotte attraverso la mwagmitosi.cite-ref-9[9] Questa caratteristica li distingue dagli altri rotiferi che si riproducono sessualmente.
L'ipotesi che gli bdelloidei nel corso dei loro 35-60 milioni di anni di storia evolutiva non abbiano mai introdotto alcuna mwcadiversità genetica nel loro mwcqgenoma, non riproducendosi sessualmente, sembra essere apparentemente un'eccezione all'assunto che definisce la stessa diversità genetica essere vantaggiosa per una specie. In realtà, le evidenze scientifiche hanno dimostrato che questi "asessuati antichi" sono in grado di generare la diversità genetica durante l'anidrobiosi tramite il mwcgtrasferimento genico orizzontale: con l'essiccazione la mwcwmembrana cellulare può rompersi in alcuni punti consentendo al DNA di altri rotiferi, ma anche di specie più distanti come batteri, funghi, e piante, di penetrare all'interno ed essere incorporato.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]
Note
cite-note-33. ↑ mwmwMurat Kaya, Elisabeth A. Herniou, Timothy G. Barraclough e Diego Fontaneto, mwnamwnqInconsistent estimates of diversity between traditional and DNA taxonomy in bdelloid rotifers, in mwngOrganisms Diversity & Evolution, vol.mwnw 9, n.mwoa 1, 2009, pp.mwoq 3-12, mwogDOI:mwow10.1016/j.ode.2008.10.002.
cite-note-44. ↑ mwpwDiego Fontaneto, Murat Kaya, Elisabeth A. Herniou e Timothy G. Barraclough, mwqamwqqExtreme levels of hidden diversity in microscopic animals (Rotifera) revealed by DNA taxonomy, in mwqgMolecular Phylogenetics and Evolution, vol.mwqw 53, n.mwra 1, 2009, pp.mwrq 182-189, mwrgDOI:mwrw10.1016/j.ympev.2009.04.011, mwsaPMIDmwsq mwsg19398026.
cite-note-1010. ↑ mw9wChiara Boschetti, Natalia Pouchkina-Stantcheva, Pia Hoffmann e Alan Tunnacliffe, mw-amw-qForeign genes and novel hydrophilic protein genes participate in the desiccation response of the bdelloid rotifer Adineta ricciae, in mw-gThe Journal of Experimental Biology, vol.mw-w 214, n.mw-a 1, 2011, pp.mw-q 59-68, mw-gDOI:mw-w10.1242/jeb.050328, mwaqaPMIDmwaqe mwaqi21147969.
cite-note-1111. ↑ mwaqyOlaf R.P. Bininda-Emonds, Claus Hinz e Wilko H. Ahlrichs, mwaqcmwaqgEvidence Supporting the Uptake and Genomic Incorporation of Environmental DNA in the “Ancient Asexual” Bdelloid Rotifer Philodina roseola, in mwaqkLife (Basel), vol.mwaqo 6, n.mwaqs 3, 2016, p.mwaqw 38, mwaq0DOI:mwaq410.3390/life6030038, mwaq8PMIDmwara mware27608044.
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Bdelloidea, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Bdelloidea, su Catalogue of Life.
• citereffauna-europaeaBdelloidea, su Fauna Europaea.
• citerefgbif(EN) Bdelloidea, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Bdelloidea, su ITIS.
• citerefworms(EN) Bdelloidea, su WoRMS.